Per nessuno e per tutti. Per chi deve ancora arrivare se mai arriverà.
Perché oggi nessuno mi chieda come sto perché non lo voglio sapere. Perché se 40 ore settimanali non basteranno io mi sto già attrezzando per le 48. E abolire qualche domenica mi farà provare qualche nostalgia in meno.
Perché la vita non mi sta venendo esattamente al meglio ma domani starò bene. Incazzarsi è terapeutico.
Mangiare le clips un po’ meno.
Portati con me.
Seguimi, rincorrimi e sorpassami se puoi.
Ma non provare a fermarmi.
Ti farò vedere quello in cui tu non vuoi credere,
perché ti stanchi solo a pensarlo.
Ti farò sentire con lo sguardo quello che non riesco a dire,
perché lo sai, lassù è un’emozione muta.
Arriveremo dove le onde saranno di neve,
dove il mare ha lasciato il suo segno
nella memoria della storia.
Ti darò la mia mano se tu non ce la farai,
aspetterò il tuo passo incerto
farsi strada sui sentieri dell'anima.
Portati via di lì, portati da me.
Mi farò sudare, proverò a scappare, mi farai giocare.
Legami delle tue mani,
ma non legarmi a te.
E io non scapperò. http://quellachenonsei.splinder.it/
Un altro blogger:
“(…)ho insegnato per anni in scuole serali frequentate da studenti lavoratori pentiti di aver asciato la scuola.”
(…)
“fa sorridere anche a me l’idea di aver studiato per uscire dalla bronx (povertà), visto il punto d’arrivo (presente lo stipendio da insegnante?)
io ho fatto il liceo scientifico – grazie ad un borsa di studio – perché sognavo di diventare ingegnere, guidare una spider rossa e sposare una ragazza bionda. poi mi ho incontrato l’amore per la letteratura e i preraffaelliti. così faccio il profio di lettere, ho una utilitaria grigia ed ho sposato una ragazza bruna. c’est la vie. »
http://agaetis55.splinder.it/
Dal blog di Garrik:
Consapevole di far parte dell' universo, e del fatto che domani un altro viaggio mi aspetta, sempre lo stesso,e sempre diverso.
E ANCORA GARRIK:
E poi e poi, gente viene qui e ti dice, di sapere già ogni legge delle cose.
E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote.
E tutti, sai, ti san dire come fare, quali leggi rispettare, quali regole osservare, qual' è il vero...
E poi e poi, tutti chiusi in tante celle, fanno a chi parla più forte per non dir che stelle e morte fan paura.
Tratto dalla canzone di Francesco Guccini " La bambina portoghese "
Grazie Garrik
PUO' DARSI
Ed è così che si comincia
sai
un sorriso ammiccante
una parola
convenzionale forse
ma efficace
l'unione a letto
oppure sul sedile
di un'auto
a parcheggio
lungo un viale
coi vetri ricoperti
dal giornale
ci sarà un poi ?
dal dormiveglia
di passioni emerge
a volte come un battito di ali