postato da MIRELLADEPARIS alle ore 06:13
giovedì, settembre 30, 2004

l'insonnia - quando è rara-regala una sensazione di libertà illimitata. Ho appena scritto un post lungo..il mio portatile me lo ha cancellato in un secondo....Poichè non mi va di buttare una fatica lo riscrivoPost con dedica.

Nel libro L'ombra e il male nella fiaba-boringhieri- M.L.Von Franz  parla anche del salmone.

"Il salmone rappresenta l'impegno eroico in contraso con la tendenza alla pigrizia e alla vita tranquilla, che certamente convincerebbe il salmone a non risalire mai il fiume. I salmoni possono ripetere dieci,venti volte il tentativo di superare le cascate di un fiume. Quando sono sfiniti, nuotano intorno e poi ci riprovano finchè ci riescono. Appare perciò naturale che abbiano ispirato l'idea (il riferimento è alla mitologia nordica) che l'uomo debba compiere lo stesso sforzo, per raggiungere la saggezza e un livello superiore di coscienza. Oltre questo significato, il salmone ha anche un tratto erotico: affronta questa grande impresa per giungere al luogo dell'accoppiamento.Rappresenta perciò la vitalità e il principio dell'amore nella stessa forma, la saggezza che racchiude l'amore." 

Permalink ¦ commenti (6)¦ commenti (6)(popup)
categoria :

postato da MIRELLADEPARIS alle ore 00:13
mercoledì, settembre 29, 2004

Blog per conoscere. E' da qualche tempo che ho messo al sicuro , e ne sono felice, il blog di Morgana. Ditemi se non vi fa tenerezza: a me moltissima.
Permalink ¦ commenti (8)¦ commenti (8)(popup)
categoria :

postato da MIRELLADEPARIS alle ore 00:37
martedì, settembre 28, 2004

Per lavorare bene devi lavorare il 20% in più di quanto ti è formalmente richiesto. Ma chi lo dice agli stupidi che vogliono razionalizzare  (ottimizzare, ma certo!) il lavoro? Chi glielo dice che chi lavora bene lavora già "di  più" ? E chi glielo dice che chi lavora bene sa già COME lavorare? Tempo perso, che ne sanno i burocrati del lavoro come piacere? Loro vogliono tornare al lavoro come dovere, obbedienza, competizione cattiva.  Fra le persone che conosco il numero di chi è in balìa di un peggioramento della qualità sul lavoro è in crescita, non ho i numeri, ma si vede. Non si possono prendere come tanti piccoli casi isolati: non più. Torno ogni tanto su questo argomento, perchè mi sta a cuore, perchè sembra che proprio tutto lentamente ( e neanche tanto) si stia allineando con il male, seguendo una coerenza maligna lucida. Ma  dove e quando  finirà questo grande incubo?

 
postato da MIRELLADEPARIS alle 00:35 | link | commenti


Permalink ¦ commenti (3)¦ commenti (3)(popup)
categoria :

postato da MIRELLADEPARIS alle ore 02:16
sabato, settembre 25, 2004

In risposta a Lorenzo: certo, sono un po' più me stessa quando metto sulla mia pagina emozioni mie,  solo ed esclusivamente mie. Ma non trascurerò mai (ed è questo il mio mestiere, anche) l'opportunità di far viaggiare anche attraverso il mio blog pensieri altrui che meritano d'essere visti da molti occhi che amano "guardare insieme". Così con molto piacere ritaglio dal blog di fiorile:
Tempo perduto, tempo perso

Non so bene che cosa chiamo blog, se sia tempo perduto o tempo perso.
Se è una porta che casualmente un giorno ti si apre come una specie di pretesto e, oltre la sua banalità, ti accorgi che è tempo di capire che, per quanto esile e invisibile, c'è un filo che congiunge il tempo reale, della presenza, della vita che apparentemente ripete le solite cose, con un tempo perduto. Forse il blogtime è tempo perduto, una specie di condizione di vacanza senza fine, una specie di assenza, di mancanza che non interrompe però il tempo reale ma l'attraversa come una festa gioiosa che sta sotto e al fondo del peso di vivere, come un esilio in patria, come un altr-ove nell'ove. Ci passi dentro e capisci - ecco il pretesto - che c'è un invisibile cordone ombelicale che tiene in contatto la vita con le sorgenti della vita, dove non può che scorrere piacere, qualcosa di buono. E quel qualcosa di buono e di infinitamente piacevole o, meglio, di piacevole senza interruzione, lo puoi trovare anche qui.
Qualcuno ha detto che "nessuno potrebbe stare a questo mondo un giorno intiero senza che un filo di piacere gli scenda dentro e gli salga alla mente...".e a partire da qualsiasi tipo di esperienza, la vera e anche la virtuale, perché no.
(...) nessun sentiero prima che qualcuno lo lavori con l'asfalto per farne tracciato e direzione obbligati è a senso unico; non ho ancora trovato, osservando un po' la vita vivendola, punti di non ritorno ....




 

venerdì, settembre 24, 2004








Permalink ¦ commenti (9)¦ commenti (9)(popup)
categoria :