Il mio augurio pasquale ve lo invio con la crostata migliore che possiate mai aver assaggiato! Vera prova tu per prima;)
Un abbraccio carico di affetto a tutti. Mirella
1922 Suzanne Morand e Giuseppe Penso iniziano casualmente la loro corrispondenza.
1926 Suzanne e Giuseppe s'incontrano a Thonon e i due si scambiano il loro primo bacio seduti sopra uno scoglio immerso nelle acque del Lemano, a Crozent.
1927 Secondo incontro.
1928 Terzo incontro.
1929 Quarto incontro. Suzanne, a Natale , si reca a Roma.
1930 Gli incontri si fano più frequenti.
1931 Suzanne e Giuseppe si sposano a Thonon il 22 dicembre (diventerà famoso per svariate scoperte nel campo della medicina e della biologia). Suzanne, pittrice, disegna tutte le figure e dipinge tutte le tavole a colori che illustrano i libri scritti da Giuseppe.
1934 Giuseppe, professore universitario, è assunto dall' Istituto Superiore della Sanità
1941 In casa Penso, 4 stanze in tutto, vennero nascosti 6 ebrei ricercati dalle SS. Suzanne riesce a nutrire 9 persone con 2 tessere alimentari per adulti e una per bambini.
1975 Suzanne muore il 16 settembre.
Le sue ultime volontà: che le sue ceneri fossero disperse nelle acque del Lemano, davanti allo scoglio di Corzent, dove si scambiarono il primo bacio.
Voi immaginate perchè ho voluto parlarne qui?
Signorina
Maria Mazzoli
Liceo Tasso
Roma (Italie) Annecy, il 1 febbraio 1922
Cara signorina, sono molto felice di scrivere per l prima volta a una ragazza italiana,
Sono allieva interna al Liceo Femminile di Annecy dal mese di ottobre 1921.
Mi interesso molto all’italiano. Noi abbiamo una professoressa d’italiano molto gentile che ci parla dei suoi viaggi in Italia , e che ci incoraggia a visitarla.
Ho 16 anni, sono alta, ho i capelli castani. Quanto alla mia bellezza, voi la giudicherete quando vi avrò inviato la mia fotografia in una delle mie prossime lettere, forse tra un mese, perché nn ne ho qui con me.
I miei genitori e mio fratello abitano a Thonon-les-Bains, sempre in Alta Savoia. Mio fratello ha due anni più di me. (…)
Amerei sapere quali studi voi fate a Roma. Nei corsi di italiano, noi traduiamo un libro di Collodi: “Le avventure di Pinocchio” E’ divertente. Io conosco un po’ la “Divina Commedia” di Dante (…)
Unisco alla presente alcune cartoline per farvi conoscere Annecy e i suoi dintorni. (…) Come dovete stare bene, voi, sulle rive del Mediterraneo! Il clima deve essere dolce adesso, mentre nella nostra Savoia fa freddo. In estate Annecy è una città molto animata e molto pittoresca.
Spero di rievere presto vostre notizie.
Sono impaziente di fare la vostra conoscenza.. Termino inviandovi i miei migliori sentimenti di amicizia.
Un’amica francese che pensa a voi.
Ecco il mio indirizzo:
Signorina Su zanne Morand
Lycée de Jeunes Filles
Annecy
(Haute Savoie- France)
Gentile signorina,
quanta è strana la sorte, talvolta!
Per pura combinazione, la Sua lettera alla signorina Mazzoli è finita nelle mie mani: ora le narrerò come la cosa avvenne.
La signorina Mazzoli ha da tempo abbandonato il nostro Liceo;nessuno sa dove sia andata, e tutti ne ignorano il suo indirizzo. E fu così he, non sapendo a chi consegnare la Sua lettera, essa fu gettata via.
Stamane, io vidi per caso, nella guardiola del portiere, una busta tutta ciancicata e lacera, e dalla quale facevano per così dire capolino pezzi di cartoncini colorati, residui di cartoline maltrattate. Incuriosito, presi quel groviglio di carta straccia, la ridistesi delicatamente stirandola con l’unghia del mio pollice e potei così, alla fine, accorgermi che si trattava di una lettera dalla Franciae diretta alla signorina Mazzoli.
Che cosa mai potevo fare? Compresi subito che quella lettera era quasi certamente l’inizio di una corrispondenza tra una studentessa francese – dalla scrittura dell’indirizzo capii subito che si trattava di calligrafia femminile –una studentessa italiana.. Già molti miei compagni e compagne – il n e ostro è un liceo misto- avevano da tempo iniziato una corrispondenza con studenti e studentesse francesi; io, invece, no! Per uno sbaglio, o per una dimenticanza, non mi fu mai assegnato un corrispondente francese.
Come avrà capito, io non sono una signorina; non so, per questo, se Ella avrà difficoltà a voler corrispondere con me. Io ne sarei felice!
(…) Chi sono io? Un giovane di 17 anni, dalla corporatura alta e slanciata e dai capelli fulvi, tizianeschi. Non ho amici, compagni sì! Li considero falsi e pericolosi! Mi permetto di unirLe un saggio della mia squallida poesia: tre sonetti scritti per il sesto centenario dantesco e un’ode ispiratami da una vecchia torre medioevale che s’erge solitaria inriva al mare nella Campagna romana.
La compatisco per il freddo che avete costì. Qui danoi si può dire di essere quasi in primavera.
(…) Che lunga lettera le ho scritto! Sarà riuscita a leggerla sino qui, o l’avrà cestinata considerandomi un chiacchierone e uno scocciatore?
E’ la prima volta che mi capita di aprire il mio animo a qualcheduno. E perché proprio a Lei, incognita francesina? Forse perché, non conoscendoci e non avendo rapporti diretti e interessi comuni, la falsità non verrà a turbare la nostra corrispondenza, e potremmo seguitare nel segno di un’amicizia nascente.
Se Ella non ha riso di me, mi auguro vorrà rispondermi: ma se queste mie lettere dovessero dispiacerLe, me lo dica subito, ed io mi eclisserò come arditamente mi sono fatto innanzi.Sarà stata una meteora lucente in una notte buia.
Un cordiale saluto dal suo incognito. G. Penso