oggi leggo basita sul quotidiano cattolico in casa di mio padre:
Uomini più intelligenti? Forse sì
LONDRA ( ATS/ ANSA) Questa notizia, dicevo sopra,l'ho trovata oggi su un giornale molto letto, dalle mie parti. Mi chiedo: libertà di stampa significa pubblicare qualsiasi scemenza, facendola passare per ricerca, senza alcun commento o istruzioni per l'uso, tipo attenzione, trattasi di messaggio pubblicitario per amanti del razzismo: tant'è vero nel testo si legge (cito) ...controverso autore – quest’ultimo (Lynn)– di studi sul divario di intelligenza fra alcune razze e le altre."
Gli uomini sono più intelligenti delle donne? Secondo due scienziati britannici, sì: i maschi adulti hanno in media un quoziente intellettivo superiore di cinque punti a quello dell’altro sesso e pertanto sono più abili nella risoluzione di « compiti di particolare complessità » . Tuttavia, a parità di quoziente intellettivo, le donne conseguono risultati molto più gratificanti. È quanto afferma una ricerca pubblicata sul “ British Journal pf Psychology” condotta da due professori di psicologia: Paul Irwing dell’università di Manchester e Richard Lynn dell’università dell’Ulster, controverso autore – quest’ultimo – di studi sul divario di intelligenza fra alcune razze e le altre.
Irwing e Lynn sono pervenuti a questa conclusione, dopo avere analizzato i risultati di oltre 20.000 test di ragionamento sostenuti da studenti universitari sparsi in tutto il mondo.
L’indagine ha evidenziato che gli uomini con un IQ di 125, quoziente tipico di chi ha conseguito una laurea a pieni voti, sono il doppio delle donne. Quando il quoziente intellettivo è eccezionale e tocca i 155 punti, un livello generalmente associato ai geni, il gap fra i due sessi inoltre aumenta ulteriormente: 5,5 maschi per ogni donna. Questi dati potrebbero spiegare il più grande numero di uomini « che si distinguono in vari campi che richiedono un alto quoziente intellettivo, come i campioni di scacchi, i Premi Nobel e simili » . Secondo precedenti studi di Lynn, le ragazze andrebbero meglio dei coetanei maschi nei test di intelligenza fino ai primi anni dell’adolescenza. Ma entro il compimento del sedicesimo anno di età, i ragazzi si livellerebbero con loro e prima del ventunesimo compleanno, i maschi sarebbero in media notevolmente più intelligenti.
Giornalisti, direttori di giornali, responsabili di agenzie di stampa, mettetemeli in grassetto, la prossima volta, questi dettagli che dichiarano trattasi di barzelletta e non di notizia. Non per me, ma per la speranza che i giovani che leggono non siano tentati di perpetuare un'antica e così stancante misoginia. Già qualche mese fa ci aveva riprovato il rettore di Harward, dichiarando pubblicamente l'inferiorità delle donne in fatto di studi e di ricerche scientifiche.
Ma che è? Rivogliamo il femminismo incazzato? Io non so come possa sentirsi oggigiorno un individuo di pelle nera leggendo che studi e bla bla dimostrano l'effettiva superiorità dell' uomo bianco. Forse ci ride su, il Nero, forse. O forse risente dentro una vecchia rabbia. Ecco, io più che voglia di riderne provo seriamente un'incazzatuta infinita. Non verso quei due cretini che pur di far parlare i sé inventano studi e statistiche che nessuno ha mai visto fare da nessuno ( 20.000 test...ma per piacereee ), ma per la leggerezza di chi ha la responsabilità di scegliere dove siano le notizie vere e dove siano le notizie di propaganda. Ha ragione Lino: giornalisti! (Lino stattento però!)
P.S Tipo queste, Nuova?

prove tecniche
se continuo
così
tra un anno
riuscirò pure
a
postare una foto
e
tra due
a metter la musica
ah
ma allora
questo pezzo di bach?

Visto che bella immagine io do di me, mettendo in mostra i miei libri? Mah....
Noi siamo ciò che leggiamo, in positivo, o che non abbiamo - ancora - letto, in negativo ? Mmmmah...
Ok, è una provocazione, va ( accompagnata da un amabile sorriso, mi raccomando!) a tutti quelli che mettendo a fianco del loro blog una pesante listona di Libri con la elle maiuscola si illudono di fare colpo. O perlomeno di dare qualche informazione di sè all'ignaro viandante. In realtà che ne sappiamo di quello che è accaduto nell'anima e nella mente di una persona mentre leggeva . Niente. Se quella è una persona che potrà avere affinità con me, me lo saprà rivelare soltanto parlandomi di sè. Anche attravero le sue letture, ma solamente "anche". Per cui, semmai passasse di qui un aspirante blogger e desiderasse nientemeno che da me un consiglio sui suoi libri da mettere in vetrina, io gli direi scrivi pure che hai letto tanto, in una o due o cinque lingue, e che ti sei tanto divertito facendolo. O, più seriosamente, se vuoi, che tante letture ti hanno fatto diventare la distinta persona che seiora.Ti crediamo sulla parola. E comincia col dirmi chi sei partendo da...ma sì, dall'ultima volta che hai riso o che hai pianto.